Gli ultimi aggiornamenti di Donald Trump sulla guerra in Iran: dal nucleare di Teheran all’ipotesi incontro con Khamenei.
Dopo aver “sgridato” Netanyahu, Donald Trump è tornato a parlare non solo della guerra in Iran ma anche della situazione legata a Israele e Libano. Il tycoon ha fatto sapere che avrebbe l’ok di Teheran per la rinuncia al nucleare. Non solo. Il presidente americano sarebbe pronto ad incontrare la Guida Suprema iraniana, Khamenei.

Guerra in Iran: Trump su Teheran e nucleare
Donald Trump, in un’intervista ad un podcast del Nyp, ha parlato delle indiscrezioni secondo cui sarebbe stato ingannato dal premier Benyamin Netanyahu per entrare in guerra contro l’Iran. “Mi ha ingannato? Sono stato io a cominciare. Ho iniziato perché non possiamo permettere che l’Iran si doti di un’arma nucleare”. Per il tycoon, questo “riguarda Israele, perché probabilmente sarebbero stati i primi a essere colpiti. Israele non esisterebbe. Sapete cosa? Se non ci fossi stato io, Israele non esisterebbe adesso”.
Sempre lo stesso presidente americano ha anche parlato dell’Iran spiegando come Teheran abbia accettato di rinunciare alle armi nucleari. “Hanno già concordato che non avranno armi nucleari”, ha detto in un’intervista podcast con Miranda Devine del Washington Post.
La posizione di Netanyahu con il tycoon
Anche Benjamin Netanyahu ha parlato delle recenti diatribe con Trump e ha minimizzato su tali divergenze. Intervistato dalla Cnbc a Gerusalemme, il primo ministro di Israele ha riconosciuto l’esistenza di differenze di vedute in alcune occasioni con Trump, ma ha sottolineato la solidità del rapporto tra i due. “A volte, come nelle migliori famiglie, abbiamo divergenze tattiche. Troviamo sempre il modo di risolverle”, ha fatto sapere.
Poi, alla domanda sulle parole usate da Trump nei suoi confronti, il primo ministro israeliano ha risposto con tono distensivo, senza entrare nei dettagli e sottolineando che i due possono “essere in disaccordo al mattino e avere un’azione comune nel pomeriggio”. Sempre Netanyahu ha quindi ribadito che Israele e Stati Uniti condividono gli stessi obiettivi strategici nei confronti della Repubblica islamica